Società

Storia

In principio fu Pasquale Iadarola. Allo storico allenatore celeste si deve la nascita della prima squadra di pallamano a Monteprandone.

Anno 1976

«All’epoca le cose non erano semplici» racconta l’attuale presidente onorario Livio Sciamanna. «Ci allenavamo in un campetto da tennis ubicato sotto l’hotel San Giacomo, non c’erano spogliatoi e quando finivamo gli allenamenti dovevamo cambiarci all’aperto. Io ero l’unico ad avere la macchina: mi toccava riaccompagnare tutti a casa. Era dura, ma ci divertivamo ed eravamo pieni di passione».
La nascita ufficiale della Pallamano Hc Monteprandone è del gennaio 1981: i nostri si trasferiscono nella vicina San Benedetto del Tronto. Le partite casalinghe vengono disputate al palazzetto dello Sport intitolato a Bernardo Speca. Dopo qualche anno di militanza nel campionato Under 18, arriva la serie D. La società, sfruttando il parco giovani locale – «E’ sempre stata la nostra forza credere nei ragazzi del territorio» sottolinea Sciamanna – centra la promozione in C.

Stagione 1985/1986

La pallamano, da sport allora sconosciuto in Riviera, si impone a livello interregionale. Dopo anni di occasioni mancate e di soddisfazioni provenienti soprattutto dal settore Juniores (secondo posto nella graduatoria nazionale e convocazioni di alcuni atleti nella selezione azzurra giovanile), nel torneo 1995/1996 arriva la tanto sospirata promozione in serie B. Merito di un gruppo affiatato, guidato dall’esperto tecnico slavo Zelimir Price e spinto da una società vincente. Gli oltre 500 spettatori dello “Speca” erano lì a premiare gli sforzi dell’Handball Club. Un solo punto, ma decisivo: i nostri per un niente tornano subito al piano di sotto. Resta la soddisfazione: se la sono giocata (quasi) alla pari senza stranieri o giocatori provenienti da categori superiori. E’ un momento nero per la pallamano rivierasca, che scende in C. Nel ’98 la risalita. Ecco la seconda promozione (con una giornata di anticipo), nello spazio di tre anni, in B.

Stagione 2002

L’anno di grazia è il 2002: dopo tre tornei cadetti, la squadra allenata dal teramano Angelo Limoncelli centra lo storico salto in A2. Anche stavolta però, nonostante i numerosi sforzi della società, l’Hc fa immediato ritorno in B. Nel 2005 la squadra torna a Monteprandone, sancendo il matromonio, tutt’ora in atto, con la Troiani & Ciarrocchi, ditta locale di costruzione e impianti. Nel 2007 è tranquilla salvezza, l’anno successivo gli uomini di Iadarola concludono l’annata al terzo posto, sfiorando la promozione. Il resto è storia recente: l’èra dei fratelli Romandini, Pierpaolo coach e Roberto presidente, l’ingaggio del capitano della Nazionale uruguaiana Hermann Wenzel e un settore giovanile – sulla spinta del progetto per le scuole avviato nel 2006 – che conta una cinquantina di ragazzi. Come a dire: il futuro è nostro, basta crederci.

2009: di nuovo A2

Detto, fatto. Sette anni dopo il sogno chiamato A2 si realizza nuovamente. E poco importa se stavolta Monteprandone non centri la promozione sul campo. Il salto al piano di sopra, infatti, arriva grazie al ripescaggio. Resta una stagione, quella archiviata nel maggio 2009, da incorniciare, con un secondo posto – alle spalle della corazzata Roma – ottenuto dopo un finale in crescendo.

Rinuncia e risalita

L’Handball resiste in serie A2 fino al 2013. Per 4 anni consecutivi, con la panchina affidata nel 2011 al siciliano Andrea Vultaggio (subentrato all’attuale vicepresidente Pierpaolo Romandini). Poi il forfait del main sponsor costringe la società celeste alla rinuncia. E così l’Hc deve sorbirsi il purgatorio della B. Nell’aprile 2017, però, ecco il ritorno in A2 con un squadra molto giovane e in gran parte formata da ragazzi del vivaio monteprandonese.

Ancora la serie B

Ebbene, la serie A2 si conferma pane durissimo da mettere sotto i denti. Monteprandone dà tutto se stesso, ma alla fine l’inesperienza presenta il conto: all’Hc non riesce l’impresa della salvezza. La stagione 2018/2019 vede la società dei fratelli Romandini ripartire dalla B.